Conca del Pra e Rifugio Jervis

L’imperdibile e classico trekking della Val Pellice che vi porta in uno dei luoghi più belli delle Alpi piemontesi, tra foreste, alpeggi, cascate, marmotte e splendide vette.

Da Villanova (1.231 m) si può raggiungere la Conca del Prà (1.732 m) e il Rifugio Willy Jervis (1.732 m) seguendo diversi itinerari. La mulattiera classica è il percorso più diretto e consigliato; in alternativa si può utilizzare il più selvaggio sentiero dell’Inverso oppure partire dal parcheggio di Villanova Alto seguendo prevalentemente la strada sterrata. Il grande pianoro della Conca del Prà occupa il fondo di un antico lago post-glaciale, una caratteristica che spiega la sua forma insolitamente ampia e pianeggiante.

Per chi cerca un’escursione più lunga e panoramica esistono inoltre due itinerari alternativi, il Sentiero delle Barricate e il Sentiero Autagna, descritti nelle rispettive pagine.

Parcheggi e accesso da Villanova

La maggior parte degli itinerari descritti in questa pagina parte da Villanova. Prima di partire consulta le informazioni aggiornate su parcheggi, Eco Pass, accesso alla strada sterrata, permessi e orari di transito verso la Conca del Prà. Come arrivare alla Conca del Prà in auto: strada, permessi, orari e parcheggi →

LA MULATTIERA CLASSICA

Consigliata · Percorso più diretto

Nord-estEsposizione
4 kmSviluppo salita
+500 mDislivello
1h45Durata salita

Dal parcheggio di Villanova si attraversa la borgata, si supera la fontana e si continua in direzione della Conca del Prà. Poco oltre si incontra sulla sinistra il bivio per il ponte sul torrente Pellice e il Sentiero dell’Inverso: si ignora questa deviazione e si prosegue dritto seguendo le indicazioni per il sentiero 115 e la Conca.

Raggiunte le case Brunel (1.306 m), il percorso continua lungo la mulattiera, che sale nel bosco e si ricongiunge alla strada sterrata per la Conca del Prà in località Mirabuc (1.430 m).

Si segue quindi la strada verso monte fino a raggiungere la zona della spettacolare Cascata del Pis (1.443 m).

Da qui si può continuare sulla carrozzabile oppure utilizzare alcuni sentieri che ne tagliano i tornanti tra boschi di larici.

Nella parte alta si presentano due possibilità. La più diretta lascia nuovamente la strada e segue un ultimo tratto di mulattiera che sale sotto le pareti rocciose: il terreno è più ripido e può risultare scivoloso quando bagnato. Superato questo tratto si raggiunge il Colle della Maddalena, dove improvvisamente si apre la vista sulla grande piana erbosa della Conca del Prà. Poco oltre si trovano il Rifugio Willy Jervis (1.732 m) e la Ciabota del Prà (1.732 m).

In alternativa si può continuare lungo la strada sterrata, entrando direttamente nella Conca del Prà. Poco dopo si raggiungono il parcheggio e il bivio per il Rifugio Barant. Da qui un sentiero attraversa i prati e risale in breve al Rifugio Jervis.

Continuando invece lungo la strada sterrata ci si inoltra progressivamente nella Conca del Prà, attraversandone tutta la piana fino alle baite di Partia d’Amunt, nella parte più interna della conca.

Il rientro può avvenire lungo lo stesso itinerario oppure utilizzando il Sentiero dell’Inverso per realizzare un percorso differente tra salita e discesa.

Lariceti e montagne attorno alla Conca del Prà in Val Pellice

Lariceti e montagne che circondano la Conca del Prà.

IL SENTIERO DELL’INVERSO

Più selvaggio · alcuni passaggi attrezzati

Nord-ovestEsposizione
4 kmSviluppo salita
+600 mDislivello
2h15Durata salita

Per un itinerario più selvaggio e meno frequentato, dal parcheggio di Villanova si attraversa la borgata, si raggiunge il bivio poco oltre la fontana e si scende sulla sinistra verso il torrente Pellice. Attraversato il ponte, si imbocca il cosiddetto Sentiero dell’Inverso, che risale la valle sul versante opposto rispetto alla mulattiera e alla carrozzabile.

Il percorso si sviluppa prevalentemente nel bosco, su un versante fresco e ombreggiato, mantenendosi in diversi tratti vicino al torrente Pellice. Prima di raggiungere la zona della Cascata del Pis si incontrano alcuni brevi passaggi più ripidi, attrezzati con corde o catene che facilitano la progressione.

Particolarmente suggestivi sono alcuni tratti in cui il sentiero passa sotto le pareti rocciose, con le cascate e le rapide del Pellice poco distanti. Pur senza presentare vere difficoltà alpinistiche, questo tratto richiede maggiore attenzione rispetto alla mulattiera classica, soprattutto con terreno bagnato.

All’altezza della Cascata del Pis è possibile attraversare il torrente tramite un piccolo ponte sospeso e ricongiungersi alla strada sterrata. Il ponte è breve, ma piuttosto instabile e costituito da poche assi: è quindi adatto solo a chi ha buon equilibrio e passo sicuro. In caso di dubbi, vertigini o scarsa confidenza con questo tipo di passaggi, è meglio non utilizzarlo e proseguire lungo il Sentiero dell’Inverso.

La parte superiore mantiene un carattere più selvaggio e meno frequentato. Il percorso è segnato e segue un sentiero, ma in alcuni punti la traccia è meno evidente e richiede un po’ più di attenzione nell’orientamento, soprattutto rispetto alla salita classica.

Proseguendo sul versante dell’Inverso si raggiunge infine la parte alta del vallone e ci si ricongiunge alla strada poco prima dell’ingresso nella Conca del Prà.

Il Sentiero dell’Inverso può essere percorso sia in salita sia in discesa ed è particolarmente interessante se abbinato alla mulattiera classica, utilizzando i due itinerari per andata e ritorno.

Cascata del Pis lungo il percorso verso la Conca del Prà

La Cascata del Pis lungo il percorso verso la Conca del Prà.

LA STRADA DAL PARCHEGGIO ALTO DI VILLANOVA

Più semplice · circa 100 m di dislivello in meno

Nord-estEsposizione
5 kmSviluppo salita
+400 mDislivello
2h15Durata salita

Chi desidera accorciare l’escursione può proseguire in auto oltre la borgata di Villanova fino al parcheggio di Villanova Alto, situato a 1.337 m, in corrispondenza del divieto di transito.

Da qui si prosegue a piedi lungo la strada sterrata in direzione della Conca del Prà. Si supera il bivio per Alpe Crosenna (1.653 m), Col Malaura (2.535 m) e Col Boucie (2.635 m), si passa dalla zona di Mirabuc (1.430 m) e si raggiunge la Cascata del Pis (1.443 m).

La strada continua quindi con diversi tornanti fino alla parte superiore del vallone. È possibile rimanere sempre sulla carrozzabile oppure utilizzare i sentieri che ne tagliano alcuni tornanti, ricongiungendosi così all’itinerario della mulattiera classica.

Questa variante permette di ridurre di circa 100 m il dislivello rispetto alla partenza dalla borgata di Villanova.

Per informazioni su strada, parcheggi, permessi e orari di transito, consulta la nostra guida: Come arrivare alla Conca del Prà in auto →

MAPPA E TRACCIA GPX

Consulta la mappa del percorso oppure scarica la traccia GPX per utilizzarla sul tuo smartphone o dispositivo GPS.

Legenda mappa

●Mulattiera classica

●Sentiero dell’Inverso

●Strada da Villanova Alto

●Sentiero Barricate

●Sentiero Autagna

CURIOSITÀ SULLA CONCA DEL PRÀ

La Conca del Prà non è soltanto una delle mete escursionistiche più conosciute della Val Pellice. Il suo paesaggio racconta una storia fatta di ghiacciai e antichi laghi, fortificazioni di confine, Resistenza, leggende popolari e secoli di vita d’alpeggio. Apri gli approfondimenti per scoprire alcune curiosità legate ai luoghi attraversati dall’itinerario.

Il Forte di Mirabouc

Poco sopra Villanova, lungo la salita verso la Conca del Prà, si incontrano i resti del Forte di Mirabouc, costruito probabilmente a partire dal 1565 per volontà del duca Emanuele Filiberto di Savoia. La fortificazione controllava il passaggio verso il confine e contribuiva anche a sorvegliare i collegamenti tra le comunità valdesi della Val Pellice e del Queyras. La strada attraversava direttamente il forte passando attraverso due porte fortificate.

Dopo oltre due secoli di vicende militari, Mirabouc venne demolito dalle truppe rivoluzionarie francesi nel 1794; oggi ne restano pochi muri, facilmente ignorati da chi percorre la strada senza sapere dove guardare. Anche il nome è curioso: potrebbe derivare dall’espressione locale meira a bouc, riferita a una baita o ricovero estivo per le capre.

Perché si chiama Cascata del Pis?

Il nome Pis non è casuale. Nell’occitano delle valli alpine parole della famiglia di pissar — pis, pissa, pissalh — vengono utilizzate anche per indicare un getto d’acqua o una cascata, richiamando l’immagine dell’acqua che precipita verticalmente. È una famiglia di termini che ricorre anche in altri toponimi delle Alpi occidentali.

La Cascata del Pis raccoglie le acque che scendono dalla Comba dell’Urina, il vallone che risale verso il Monte Palavas (2.929 m) e il Colle dell’Urina (2.523 m), prima di raggiungere il fondovalle nei pressi di Mirabuc (1.430 m).

La combinazione dei due toponimi strappa inevitabilmente un sorriso: le acque scendono dal Vallone dell’Urina e formano la Cascata del Pis. In questo caso, almeno linguisticamente, la geografia sembra avere un certo senso dell’umorismo.

Un antico lago: geologia e leggenda

L’aspetto quasi perfettamente pianeggiante della Conca del Prà ha una precisa origine geologica. Dopo il ritiro dei ghiacciai pleistocenici, alcune frane sbarrarono il fondovalle formando un vero bacino lacustre. Con il passare del tempo il lago venne progressivamente colmato dai sedimenti trasportati dai torrenti e dai materiali provenienti dai versanti, mentre lo sbarramento veniva in parte eroso. Il grande pianoro che vediamo oggi corrisponde quindi in buona parte al fondo dell’antico lago ormai interrato.

Curiosamente, anche la tradizione popolare racconta che un tempo la Conca fosse occupata da un grande lago. Secondo la leggenda, sulle sue rive vivevano delle fate, in buoni rapporti con i pastori della valle. Quando gli uomini iniziarono a utilizzare più intensamente i fertili pascoli, le fate decisero di abbandonare il luogo e, prima di partire, avrebbero distrutto l’argine che conteneva il lago, provocando una grande inondazione.

Secondo una versione del racconto, una fata avvisò in anticipo un giovane pastore, permettendogli di mettersi in salvo e di avvertire gli abitanti della valle. Le enormi rocce trascinate dalla piena verso la pianura avrebbero poi dato origine alla Rocca di Cavour. È affascinante come leggenda e geologia, pur con spiegazioni completamente diverse, concordino sull’esistenza di un antico lago nella Conca del Prà.

Una valle di confine: fortificazioni e Resistenza

Il Forte di Mirabouc non è l’unica testimonianza militare della zona. L’alta Val Pellice è stata per secoli una valle di confine e lungo i percorsi che circondano il Prà si incontrano opere appartenenti a epoche molto diverse. La stessa località Barricate conserva nel nome la memoria di antiche strutture difensive; più in alto, nella zona del Col Content, rimangono bunker e una casermetta, mentre al Colle Barant (2.383 m) il vecchio ricovero militare ottocentesco venne utilizzato durante la Seconda guerra mondiale dalla Guardia alla Frontiera. Sul crinale sono ancora visibili trinceramenti, piazzole e resti di postazioni di osservazione.

Anche la zona di Mirabouc venne inserita nelle difese novecentesche: lungo la strada Villanova–Prà era stata predisposta un’interruzione stradale mediante camere di mina, pensata per rendere rapidamente inutilizzabile il passaggio in caso di invasione.

Dopo l’8 settembre 1943 la Conca assunse invece un ruolo importante nella Resistenza. Nella primavera e nell’estate del 1944 il Prà divenne una delle basi dell’organizzazione partigiana dell’alta valle: vi furono organizzati campi di addestramento e nella zona avvennero lanci alleati di armi e materiali. Durante il grande rastrellamento dell’agosto 1944 i gruppi partigiani furono costretti a ripiegare verso l’alta valle e il Colle della Croce, fino a sconfinare temporaneamente in Francia.

Alpeggi e formaggi della Conca

Il paesaggio aperto della Conca del Prà è legato da secoli alla pastorizia e all’alpeggio. Durante l’estate bovini, capre e pecore vengono portati sui pascoli d’alta quota e il latte viene lavorato direttamente nelle strutture alpine.

Tra i prodotti tradizionali si trovano soprattutto toma, ricotta o seirass, Saras del Fen e burro. Le lavorazioni variano a seconda del latte disponibile e delle consuetudini degli alpeggi: una parte dei prodotti viene consumata o venduta fresca, mentre altri vengono stagionati per poter essere conservati più a lungo.

Particolarmente caratteristico è il Saras o Seirass del Fen, una ricotta stagionata tradizionalmente avvolta nel fieno, pratica nata anche per proteggerla e facilitarne il trasporto dagli alpeggi verso il fondovalle. Scopri il Seirass del Fen →

DUE ITINERARI ALTERNATIVI PER RAGGIUNGERE LA CONCA DEL PRÀ

Per chi vuole raggiungere la Conca del Prà con un itinerario più lungo e panoramico rispetto agli accessi classici da Villanova, esistono due interessanti alternative. Il Sentiero delle Barricate passa dall’Alpe Crosenna e dal Vallone dell’Urina, mentre il Sentiero Autagna raggiunge la Conca dal versante opposto della valle al di sotto del Col Barant, attraversando boschi e ambienti meno frequentati.

SENTIERO DELLE BARRICATE

Lungo e panoramico

Nord-estEsposizione
8 kmSviluppo salita
+800 m / -400 mDislivello
4hDurata salita

Da Villanova si sale prima all’Alpe Crosenna (1.653 m), quindi si attraversa il Rio Crosenna e si prosegue lungo uno spettacolare sentiero a mezzacosta tra lariceti, rii e pendii aperti. Raggiunta la zona delle Barricate (2.060 m), il percorso entra nel Vallone dell’Urina e scende infine verso la Conca del Prà.

È un itinerario decisamente più lungo e impegnativo rispetto alla salita classica, particolarmente interessante per chi vuole realizzare un grande anello con rientro a Villanova lungo la mulattiera.

Vedi percorso completo →

Panorama sulla Conca del Prà e sulle montagne dell’alta Val Pellice

Panorama sulla Conca del Prà dall’alto.

SENTIERO AUTAGNA

Grande anello

Nord-ovestEsposizione
15 kmSviluppo anello
±1.200 mDislivello
7hDurata anello

Partendo dal Ponte Biava, un paio di km prima di Villanova, il sentiero sale attraverso splendidi boschi di faggi e larici passando nei pressi del Castellus (1.644 m) e delle caratteristiche rocce della Gugliassa (1.992 m). Più in alto raggiunge la Colletta e la strada sterrata del Col Barant (2.383 m), da cui è possibile scendere nella Conca del Prà.

È un itinerario molto più lungo rispetto all’accesso da Villanova e permette di compiere un grande anello attraversando ambienti molto diversi tra loro.

Al ritorno occorre considerare circa 2 km su strada asfaltata tra Villanova e Ponte Biava, non essendoci sentieri che collegano direttamente le due località.

Vedi percorso completo →

Vuoi scoprire la Val Pellice con un trekking di più giorni?

La Conca del Pra può essere anche una tappa di un soggiorno più completo alla scoperta della Val Pellice.

Puoi scegliere un weekend trekking di 3 giorni, con escursioni giornaliere tra Torre Pellice, Villar Pellice e la Conca del Pra, oppure un trekking itinerante da rifugio a rifugio attraverso alcune delle zone più spettacolari dell’Alta Val Pellice.

I tour possono essere organizzati in autonomia, con road book e tracce GPS, oppure con guida escursionistica.

Soggiorno trekking 3 giorni → Anello dei Rifugi 3 giorni →

LA CONCA DEL PRÀ IN INVERNO

In inverno la salita alla Conca del Prà assume caratteristiche completamente diverse rispetto all’escursione estiva. Neve e ghiaccio possono rendere necessari ramponcini o ciaspole, mentre dopo nevicate importanti alcuni tratti del percorso possono essere esposti al pericolo di valanghe.

Per questo motivo abbiamo dedicato una scheda specifica all’itinerario invernale, con indicazioni sui percorsi consigliati, sull’attrezzatura e sulle principali precauzioni da adottare.

→ Conca del Prà e Rifugio Jervis con le ciaspole

Rifugio Willy Jervis nella Conca del Prà innevata

Il Rifugio Willy Jervis nella Conca del Prà in inverno.

ALTRE ESCURSIONI DALLA CONCA DEL PRÀ

La Conca del Prà è un ottimo punto di partenza per numerose escursioni verso rifugi, colli di confine e valloni dell’alta Val Pellice. Pernottando nella Conca è inoltre possibile raggiungere molte di queste mete con escursioni giornaliere, evitando ogni volta la salita da Villanova.

Vuoi trasformare queste escursioni in un trekking di più giorni?

L’Anello dei Rifugi collega la Conca del Prà con Barant, Barbara e Granero in un trekking itinerante di 3 giorni attraverso alcune delle zone più spettacolari dell’Alta Val Pellice.

Puoi percorrerlo in autonomia, con road book e tracce GPS, oppure con guida escursionistica.

Scopri l’Anello dei Rifugi →

PUNTI D’APPOGGIO E RISTORO

Nella Conca del Prà sono presenti diversi rifugi, strutture ricettive e aziende agricole dove è possibile mangiare, pernottare o acquistare prodotti locali. Le aperture possono variare durante l’anno: consigliamo sempre di contattare direttamente le strutture prima di salire.

Rifugio Willy Jervis

All’ingresso della Conca del Prà. Apertura generalmente annuale, salvo eventuali chiusure legate alle condizioni della neve o dell’accesso.

Sito web →

Ciabota del Prà

All’ingresso della Conca del Prà. Apertura stagionale, indicativamente da giugno a fine ottobre.

Sito web →

Agriturismo Catalin

Al centro della Conca del Prà. Apertura stagionale, indicativamente da fine giugno a fine settembre.

Sito web →

Trattoria Villanova

Nella borgata di Villanova, alla partenza dell’escursione. Utile per una sosta prima della salita o al rientro.

Vedi su Google Maps →

Baite e strada sterrata nella parte interna della Conca del Prà

Le baite di Partia d’Amunt al fondo della Conca del Pra

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