Val Pellice
WILLY JERVIS: PARTIGIANO ALPINISTA

La Salamandra di Lanza - Escursioni Val Pellice Outdoor
Testo a cura di Barbara Filia, foto da Wikipedia e Sentieri Partigiani Val Pellice

"Non piangetemi, non chiamatemi povero. Muoio per aver servito un'idea."
Willy Jervis.

Sia che voi siate dei frequentatori abituali della Val Pellice o sia che voi vogliate visitarla per la prima volta, non potete esimervi dal recarvi almeno in un'occasione alla Conca del Pra, luogo di straordinaria bellezza e ultimo baluardo al confine con la Francia. All'inizio della conca si trova un noto rifugio, il W. Jervis. Ma chi é Willy Jervis? E che legami ha con la Val Pellice?


Willy Jervis, Partigiano alpinista - Storia della Val Pellice - Alpi Piemonte

Guglielmo Jervis nacque a Napoli il 31 dicembre 1901. È stato definito come una persona riservata, intelligente, dinamica e concreta. Grande appassionato di sport, fu un esperto alpinista e tra i pionieri dell'hockey su ghiaccio in Italia.

La famiglia Jervis è stata da più generazioni legata alla Val Pellice. Il nonno, importate geologo britannico, sposò una donna valdese di Torre Pellice. Il padre frequentò assiduamente la valle e proprio in Val Pellice Guglielmo sviluppò la sua passione per la montagna e conobbe la futura moglie.

Ingegnere presso la Olivetti di Ivrea, dopo l'8 settembre 1943 aderì alla Resistenza Partigiana. Da qui in poi fu conosciuto come Willy.

Grazie alle sue conoscenze alpinistiche, guidò a più riprese in Svizzera, attraverso valichi alpini, prigionieri alleati. Braccato dalla polizia italiana e tedesca, nel gennaio 1944 si trasferì da Ivrea in Val Pellice.
Operò tra la Val Pellice, la Val Germanasca e la Val Chisone e venne nominato commissario delle formazioni "Giustizia e Libertà". Organizzò inoltre i primi campi di lancio alleati.


Willy Jervis, Partigiano alpinista - Storia della Val Pellice - Alpi Piemonte

Venne arrestato dalle SS nel marzo del 1944 presso il ponte di Bibiana in quanto trovato in possesso di armi ed esplosivi.
Fu condotto alle carceri Nuove di Torino dove vi rimase per 5 mesi. Per 47 giorni fu lasciato in isolamento. Inimagginabili sono le torture e sevizie a cui sarà stato sottoposto.

Nell'agosto del 1944 fu riportato in Val Pellice e qui, nella notte tra il 5 e 6 agosto, venne fucilato da un plotone tedesco nella piazza di Villar Pellice. Come se questo non bastasse, il suo cadavere venne poi impiccato.

Le parole con cui si è aperto questo articolo furono ritrovate scritte con la punta di uno spillo sulla copertina di una Bibbia lasciata nei pressi del luogo ove Willy Jervis fu fucilato.

In memoria di Willy Jervis e degli alpinisti che parteciparono attivamente alla Resistenza.

Fonte:

  • "Lettere di condannati a morte della Resistenza Italiana" a cura di Piero Malvezzi e Giovanni Pirelli, edito da Einaudi