La Val Pellice è una delle fortunate valli alpine in cui è presente un anfibio molto particolare: la Salamandra di Lanza, il cui nome scientifico è Salamandra lanzai.
In Italia è rinvenibile unicamente nelle seguenti valli (da sud a nord): Po, Pellice, Germanasca e Sangone. Al di fuori dell’Italia si trova in una valle francese, Vallé du Guil. Un organismo il cui areale di distribuzione è molto ristretto viene definito endemismo: si può quindi affermare che questa salamandra sia endemica di queste quattro vallate.
La salamandra di Lanza appartiene all’ordine degli Urodeli (da uros “coda” e delos “evidente”), di cui fanno parte salamandre e tritoni. Per lungo tempo è stata confusa con la Salamandra atra, la Salamandra alpina, anch’essa caratterizzata da livrea nera, che però è presente sulle alpi centrali e orientali, poi distinta da essa in base a studi morfologici e genetici.

E’ rinvenibile tra i 1200 m. e i 2600 m., in boschi misti o di conifere e in prati appartenenti all’orizzonte alpino. In quanto specie d’alta quota, presenta adattamenti che le permettono di sopravvivere a tali altitudini, tra cui la riduzione della propria attività a circa tre mesi l’anno, a cui si unisce una biologia riproduttiva sicuramente degna di nota: si tratta infatti di una specie vivipara, cioè che partorisce piccoli già formati.
I piccoli partoriti sono pronti per la vita terrestre e non è prevista una fase intermedia di sviluppo in acqua: ciò è dovuto al fatto che ad elevate altitudini la presenza dell’acqua allo stato liquido ha una durata decisamente breve.
Secondo la Lista Rossa delle Specie Minacciate dell’IUCN (International Union for the Conservation of Nature) la Salamandra lanzai è classificata come specie “Vulnerabile” e la sua popolazione dichiarata in declino. La sua sensibilità ai cambiamenti ambientali, e il rischio elevato di essere schiacciata da escursionisti e automezzi, rendono la presenza di questa specie molto preziosa e oggetto di misure volte alla sua tutela.
Ragion per cui è molto importante prestare sempre attenzione a dove si mettono i piedi quando si cammina in montagna, in particolar modo se si è in prossimità di zone umide oppure in seguito a una piovuta.
Fonti:
- Javanel R. & Bigo M., Impariamo a osservare: alla scoperta della biodiversità in Alta Val Pellice. Regione Piemonte, 2005.
- Andreone F., Eusebio Bergò P. & Mercurio V. (redattori), 2005. Studio integrato per la conservazione delle popolazioni di Salamandra lanzai dell’Alta Val Germanasca e dell’Alta Val Po. Relazione conclusiva al Parco del Po – Settore Cuneese. Cooperativa Arnica, Torino. Data di stampa: 29 luglio 2000.
- Rondini C. et al., scheda di valutazione della Salamandra lanzai. IUCN, 2013.
Testo a cura di Margherita Bianchi, ricercatrice presso il Giardino Botanico Bruno Peyronel al Col Barant.